PREMIO MATTEO OLIVERO

Santiago Reyes Villaveces (Bogotá, Colombia 1986) è stato il vincitore della 41° edizione del Premio Matteo Olivero, promosso dalla Città di Saluzzo e organizzato dalla Fondazione Amleto Bertoni con l’intento di valorizzare il territorio attraverso l’arte.
La Sua opera, HARP, ideata a Bogotà e nata grazie alla collaborazione con ditte del territorio, oggi diviene patrimonio in “uso” alla Città, sino al giorno in cui l’opera sarà acquisita o diverrà la protagonista di una nuova kermesse artistica.
Santiago Reyes Villaveces è ritornato a Saluzzo per alcuni giorni durante i quali ha potuto rielaborare l’opera, rendendola parte integrante della Sagrestia di S. Ignazio, e soprattutto, durante i quali ha avuto modo di ri-vivere in una città che lo ha affascinato e che – si augura – possa diventare in futuro casa del suo lavoro e delle sue opere. Harp è la seconda opera che in due anni viene pensata per un luogo specifico di Saluzzo e che poi vi rimane, andando a formare un  percorso urbano, un museo diffuso di arte contemporanea.
Nel 2018, infatti, Mark Barrow e Sarah Parke, i vincitori della 40a edizione del Premio Matteo Olivero, hanno poi pensato che l’opera potesse rimanere a Saluzzo per un periodo di tempo che andava oltre il Premio – periodo che dura tutt’oggi.
Analemma è il titolo del progetto realizzato dai due artisti newyorkesi e che consiste nell’applicazione di oltre 60.000 piccole pellicole colorate e trasparenti dalla dimensione di 1×1 centimetro su quattro delle cinque finestre della Cappella Cavassa. Concepita specificatamente per coesistere con le opere presenti all’interno dello spazio, l’opera è ispirata dagli edifici religiosi che gli artisti hanno visto durante il tempo trascorso in Italia e specificatamente a Roma, dove le chiese Cristiane erano costruite al di sopra di architetture imperiali e ne riprendevano esistenti iconografie, creando così un molteplice livello fisico di spazio e tempo.
Il Premio Matteo Olivero si colloca all’interno di START/storia e arte a Saluzzo, e nelle ultime due edizioni ha conosciuto un importante ambiamento nella formula, cambiamento promosso dalla Direzione artistica – affidata a Soluzioni Turistiche Integrate – che si avvale della collaborazione di Stefano Raimondi per la curatela (già curatore della GAMeC – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Bergamo, è direttore di The Blank Contemporay Art, il principale network italiano di promozione e valorizzazione dell’arte contemporanea). Il risultato che la Città si è prefissa, e cioè quello di poter ospitare per alcuni mesi l’anno arte contemporanea internazionale, viene in soli due anni superato. Due opere riconosciute internazionalmente saranno, all’avvio di Start 2020, parte integrante di una manifestazione che dei vicoli e degli antichi palazzi cittadini ha fatto i suoi cardini, una manifestazione che fa rivivere la tradizione affiancandola, e contaminandola, con la ricerca, l’innovazione e la cultura che giunge da tutto il mondo.
Ora non vi resta che goderVi la “bellezza” aspettando un nuovo Start!