Dopo le prime tappe per raccontare Wood Viso a grandi e piccoli, dopo i primi lavoratori in bosco, eccoci
con un’azione rivolta ai saluzzesi, la costruzione di un’opera partecipata. In collaborazione con Start –
Storia Arte Saluzzo e con il progetto Alcotra Terres Monviso Plus | Attractive, a Castellar arriva Stefano
Fiorina, artista del contemporaneo conosciuto a livello bazionale e noto ai saluzzesi per aver fatto fiorire
Maria Ausiliatrice con centinaia di fiori di carta costruiti insieme ai bambini delle scuole alcuni anni fa.
Cosa vogliamo fare? Chiamare grandi e piccoli a raccolta, trovare materiali di recupero e non, disegnare
e montare un grande tavolo che sarà il frutto della partecipazione e che darà modo per un’intera
settimana, a tutti coloro che lo vorranno, di conoscere il progetto WoodViso, i nuovi gestori degli spazi, e,
soprattutto, di co-costruire un tavolo insieme. Lo faremo grande e “strano”, giocoso e divertente, ma
anche semplice, con l’obiettivo di poterlo poi utilizzare in maniere molto diverse tra loro, ma sempre
comunitarie.
A conclusione, lunedì 5 ottobre, un pomeriggio con Proposta 80 e le famiglie per festeggiare insieme e
vedere l’opera d’arte compiuta.
Per partecipare –
https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSd_Ty1rIGXjuqr2o-mQsd2YMy2mV8wxwq_wLK9puN-gTOtjn
w/viewform?usp=dialog
__________________ IL PROGETTO __________________
“Woodviso” è un’idea del Comune di Saluzzo che ha lavorato con il suo ente strumentale, la Fondazione
“Amleto Bertoni” e “Walden” – con cui è già avviata da tempo una collaborazione nell’ambito del Polo del
Legno del Monviso.
Partecipano all’iniziativa la Fondazione “Apm”, Ratatoj, Viso a Viso, Weco e diverse cooperative del
mondo del Terzo settore.
«Qui nelle Terre del Monviso – dice la vicesindaca di Saluzzo Francesca Neberti – la stretta sinergia fra
noi pubblico e i partner privati va avanti da tempo ed esprime una forte capacità di fare rete, di lavorare
insieme per obiettivi comuni e di esprimere e formulare idee innovative e vincenti. Questo è stato il
fattore che ha colpito la Fondazione CrC e che ci ha portato ad aggiudicarci queste importanti risorse
con la nuova idea di Woodviso».
La somma di quasi mezzo milione di euro in arrivo da Cuneo servirà per riqualificare e mettere a
disposizione della comunità un bene che oggi non è utilizzato.
Si tratta di Villa Aliberti a Castellar (diversa, anche se omonima, della dimora signorile in centro a
Saluzzo), una cascina di proprietà pubblica (era del Comune di Castellar fuso con Saluzzo dal 2019) del
‘700 che diventerà una struttura ricettiva legata allo studio e alle attività all’aperto nel bosco, al turismo e
allo sport della bicicletta, della mtb e del podismo, con possibilità di soggiorni “immersi” in 45 mila metri
quadri di bosco anche con l’installazione di “starbox”, le mini-stanze con vista sulla natura e, di notte,
sulla volta stellata.
Un sito scelto perché nel cuore dell’area di sentieri e strade frequentate da centinaia di cicloamatori,
soprattutto in autunno ed inverno, un vero e proprio ”bike park” sulla collina di Castellar, e anche sul
tracciato dell’ormai mitico ultratrail “100 miglia del Monviso” , appuntamento fisso per centinaia di runner
tutte le estati.
«La riqualificazione di Villa Aliberti -dice ancora Neberti – consentirà la realizzazione di spazi dedicati alla
ricettività per famiglie e per amanti della bici, con l’uso inoltre di soluzioni innovative di ospitalità come
case sugli alberi o case hobbit. Sono, inoltre, previsti spazi di coworking e per la progettazione strategica
territoriale e altri dedicati a attività di carattere culturale, creativo e didattico. Un vero e proprio centro per
la cultura della sostenibilità, in rete con le altre hub di territorio come Il Quartiere a Saluzzo e le Porte di
Valle nelle vallate delle Terre del Monviso».
«Per giovani fino ai 30 anni – dice il prosindaco di Castellar Eros Demarchi – fornisce la possibilità di
realizzare eventi e laboratori sui temi della sostenibilità, favorendo l’incontro con imprese e professionisti
di riferimento che potranno raccontare le proprie storie di successo. Le scuole, inoltre, potranno sfruttare
Villa Aliberti per laboratori creativi di riutilizzo e recupero, e attività di promozione di buone pratiche per il
consumo consapevole, la tutela ambientale ed il risparmio idrico-energetico. Infine, anche percorsi di
formazione per aziende con laboratori ad esempio sull’impatto ambientale e sull’incremento della
responsabilità sociale dell’impresa. E non è tutto: ci sarà anche la possibilità di contaminazioni con la
progettazione culturale e creativa con realizzazione di eventi, residenze artistiche, esperienze
immersive».
