30 ottobre – 1 novembre 2020

 

Occit’amo Festival porta con sé una scia lunga, una chiusura di stagione delle danze e dei canti
Viene nei giorni della festa di LOU DALFIN, si chiama UVERNADA

In ogni tempo, in ogni situazione ha continuato a suonare. Non importa se i frangenti che ha dovuto affrontare fossero propizi oppure avversi: le sue note non si sono fermate, i suoi strumenti non hanno taciuto. Per chi danza e per chi canta, per chi ascolta. La musica occitana è ancora qui, nonostante tutto. Da sempre. E anche questa Uvernada si farà e si presenterà a voi nella forma che il momento ci consente, anzi, proprio da questo momento traiamo lo spunto per inventarla diversamente. Come quotidianamente l’abbiamo sempre reinventata. SEM ENCAR ICÌ.

Sergio Berardo


Occit’amo Festival ha saputo andare alle sue origini per superare l’empasse “Covid-19” e raccontare le genti occitane con oltre 40 appuntamenti, tra musica, parole e regole molto stringenti di distanziamento sociale, incontrando oltre 3000 persone, portando “intorno” al palco decine di operatori dello spettacolo che hanno potuto fare il loro lavoro. Ora è la volta della chiosa autunnale, quell’Uvernada che per la quinta volta consecutiva ritorna a Saluzzo portando con sè le vallate e la musica della tradizione.

Una nuova versione, un’invasione degli spazi antichi, delle vie del centro, portando la musica antica, l’innovazione, la liuteria, la festa e l’incontro nelle strade.
Oltre 15 appuntamenti in tre giorni attraverso i quali conoscere le sonorità delle Terre del Monviso e viaggiare oltre, oltre le montagne, in cerca di ciò che ci accomuna.

Lou Dalfin, Dino Tron, il duo Giustini/Trotta, Roberto Avena, Chiara Cesano, la liuteria di Monsieur Boudet, Jean Paul Faraut e il suo seguito di flauti nizzardi, ancora, cornamuse, galobet, fagotto, violini ed organetti. La musica occitana tra le vie del centro storico e negli antichi palazzi – 8 diversi luoghi da raggiungere visitando Saluzzo vecchia – Cortile Casa Cavassa, Portico San Giovanni, Villa Belvedere, Antico Palazzo Comunale, Giardini Scuola Apm, Cortile della Castiglia, Cinema Teatro Magda Olivero – Foyer.


La formula: un fine settimana per conoscere le Terre del Monviso

Uvernada quest’anno si chiude con San Martino e con l’ultimo weekend di ottobre. Ecco così che il Festival potrà essere occasione per una gita nelle Terre del Monviso.
I Musei di Saluzzo – Antico Palazzo Comunale, Pinacoteca, Torre Civica, Casa Pellico, Castiglia, Museo Civico Casa Cavassa -, gli agriturismi del territorio, le locande delle vallate circostanti per brevi gite fuori porta… aspettando la musica.

Coloro che sceglieranno questa meta ai piedi del Monviso non avranno soltanto musica serale, ma potranno godere di un pacchetto che include il buon cibo della tradizione occitana in decine di osterie e ristoranti, il territorio con escursioni nelle vicine vallate o nella pianura con i suoi centri storici, le bellezze architettoniche che narrano gli antichi fasti della Capitale del Marchesato e la storia medievale (dall’Abbazia di Staffarda al Monastero di S. Maria della Stella a Rifreddo).
Grazie alla collaborazione con Insite Tour / Visit Saluzzo ecco una serie di pacchetti adatti a ogni palato.

A REGOLA D’ARTE – Saranno osservate tutte le misure di distanziamento sociale, prenotazione e triage che sono valse al Comune di Saluzzo il riconoscimento dell’Università di Torino “Covidless Approach&Trust”, approccio volto a minimizzare i rischi di contagio da Covid 19. Prenotazione e mascherina obbligatorie, sanificazione e distanziamento dei posti a sedere, triage all’ingresso.
Questo è stato l’approccio che ha visto protagonista OCCIT’AMO FESTIVAL e le TERRE DEL MONVISO e che ha portato oltre 3000 persone a godere, in tutta sicurezza, della musica dal vivo.

Covidless Approach&Trust” è lo studio che attraverso 7 asset strategici, tra cui la capacità ricettiva sicura, l’intrattenimento, le strutture ospedaliere, la ristorazione, il sistema ricettivo, le infrastrutture per sport e benessere e l’amministrazione smart, ha permesso all’Università di Torino di coinvolgere una serie di realtà (Alba, Bra, Frabosa Soprana, Frabosa Sottana, Limone Piemonte, l’Unione di Comuni Colline di Langa e del Barolo e l’Unione Montana Valle Maira) con l’obiettivo di attestare la fruibilità dei servizi delle città in sicurezza. Il progetto, finanziato dalla Fondazione Cassa di risparmio di Cuneo, ha visto Saluzzo presentarsi come comunità coesa, solidale ed accogliente, pronta a lavorare per ri-partire anche in una stagione così complessa e difficile.

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