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Tutti i numeri di C’E’ FERMENTO 2018

C’É FERMENTO

Non smette di stupire

Circa 6 i mesi di lavoro e programmazione per i 4 giorni di C’è Fermento. Al centro il gusto e il territorio: birre artigianali e cucine di strada sono il focus della manifestazione, che ha visto entrare nei cortili della ex Caserma Musso più di 20.000 persone, per la precisione 20.0079 contate una ad una come la normativa prevede.

Oltre 9.000 i bicchieri venduti e 6 le regioni presenti con birre e cibo oltre al Piemonte, d’obbligo la regione più presente. Più di 130 le birre alle spine, che hanno regalato ai visitatori un viaggio nei profumi, sapori, colori di un intero Paese. In realtà un lavoro di squadra iniziato 9 anni fa, che negli anni è cresciuto, si è fatto sempre più intenso e che quest’anno è riuscito a dare dei risultati in termini numerici, e non solo, che riescono ancora a stupire.

Un evento che ha saputo fare fronte ad un piano di sicurezza sempre più restringente e di difficile applicazione e che si è rimodulato proprio in base alle nuove normative, senza però snaturarsi e perdere le proprie peculiarità. La formula è rimasta fondamentalmente la stessa ma con una grande novità rispetto alla musicaLa scelta, necessaria, è stata di passare dal live al dj set e alle proiezioni su un ledwall, per cui dobbiamo ringraziare l’intuizione del consigliere Fab Giuseppe Cavaglieri con il service Claudio Allione: scelta che si è rivelata vincente e ha accompagnato la 4 giorni in modo molto piacevole.

C’è Fermento negli anni ha saputo crescere in modo continuo e costante e ha saputo mantenere alta la qualità dell’offerta. Questo fa sì che il Salone sia diventato un punto di aggregazione e di ritrovo che ormai il pubblico aspetta e mette in calendario di anno in anno, una 4 giorni per ritrovarsi, chiacchierare, degustare, in un’atmosfera rilassata e adatta ad ospitare ogni tipo di visitatore. Famiglie, giovani intenditori, semplici curiosi. Il vero successo della manifestazione forse è proprio questo oltre ai numeri: l’essere diventato un evento simile a un “piccolo luogo di vacanza”, dove i visitatori si “rifugiano” per passare una piacevole serata.

Il dietro alle quinte. Il lavoro delle persone, svolto con grande professionalità e con passione, è fondamentale per la buona riuscita di un evento come questo. C’è Fermento conta su una macchina organizzativa composta ogni sera da circa 100 persone tra sicurezza e ragazzi in servizio. Il clima, sempre disteso, è stato reso possibile anche dal servizio di assistenza e sicurezza costante ed attento svolto dalle associazioni saluzzesi: Associazione Nazionale Carabinieri, Soccorso Radio, Protezione Civile Saluzzo, Ana Saluzzo, Croce Verde, i volontari di Revello, a cui va il ringraziamento più sentito. 20 i ragazzi alle casse, 11 i consiglieri con il Presidente della Fab a cui si aggiunge lo staff della Bertoni.

C’è Fermento si conferma un appuntamento birrario sempre più importante nel panorama nazionale, grazie anche alla collaborazione di Slow Food che crede nell’evento sin dalla prima edizione. Un grazie particolare a Francesco Nota e Luca Giaccone e a Radio Beckwith, con la sua allegra presenza in piazza, oltre che ai birrai e alle cucine che quest’anno sono state selezionate e hanno scelto di essere presenti.

Un grazie doveroso a tutto il grande pubblico presente e all’agenzia di comunicazione IL Idee al Lavoro.

C’E’ FERMENTO/ la nona edizione del salone 🗓 🗺

21-22-23-24 giugno 2018 / giovedì e domenica ore 18-24 / venerdì e sabato ore 18-01

Il Salone delle birre artigianali quest’anno ritorna a fine giugno con alcune grandi conferme e delle belle novità. Rinnovamento nella tradizione di una kermesse che ogni anno cresce ospitando migliaia di persone in 4 serate di inizio estate!

Le porte si apriranno nuovamente il giovedì, per una 4 giorni che saprà accompagnare gli intenditori di birra artigianale nelle degustazioni di alcune tra le più conosciute produzioni birrarie regionali italiane.

Confermate la location, i cortili della ex Caserma Musso di Piazza Montebello, il bicchiere in vetro, che come da consuetudine cambia forma e diventa la classica “pinta”, e la moneta unica, il gettone griffato C’è Fermento.

L’entrata sarà gratuita e il gettone, del valore di 2 €, diventerà strumento per degustare cibo e birra negli stand presenti. Con 6 € si potrà acquistare bicchiere, con porta-bicchiere e 1 gettone, insieme ai quali verrà distribuita la carta delle birre.

20 i birrifici, selezionati dalla Guida alle Birre d’Italia di Slow Food e provenienti dal nord al sud della penisola, e 10 le cucine di strada selezionate dalla Condotta del Marchesato di Saluzzo Slow Food, che arriveranno anch’esse da diverse regioni italiane, rendendo l’evento di altissimo livello.

Le novità che abbiamo in serbo per il nostro pubblico:

  • Una prima novità riguarda la musica che animerà le serate: il Salone si farà per la prima volta multimediale. Protagonista un maxi schermo dove verranno proiettati video di gruppi musicali con la città di Saluzzo come cornice, interviste ai birrai, immagini dal Salone, e non solo. Ogni sera la musica sarà scelta da un diverso dj. 4 sere, 4 filoni per accompagnare e far ballare il pubblico. Nella serata di apertura avremo Marco Marini, venerdì gli Analogic Juice dj con vinili UK Garage, sabato sarà la volta del saluzzese Paolo Scaletta e domenica un grande dj a sorpresa.

  • L’ora gialla. Chi accederà al Salone alle 18 avrà mezz’ora per poter acquistare 1 gettone e riceverne subito 1 in omaggio. Il gettone omaggiato potrà essere speso solo esclusivamente nella mezz’ora successiva e perciò entro le ore 19.

  • C’è Fermento incontra il BAI. In occasione dell’anno nazionale del cibo italiano 2018 proclamato dal MiBact, Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo e dal Mipaaf, Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, l’Associazione Borghi Autentici d’Italia ha lanciato il progetto speciale “Comunità del cibo buono e autentico” rivolto alle comunità ed ai territori dei Borghi Autentici. C’è Fermento, all’interno di questo progetto, ha voluto portare un abbinamento birra-food regionale, scegliendo di accostare sapori e territori. 20 birrifici e 10 street food per raccontare l’Italia del gusto.

  • Venerdì 22 dalle ore 19.30, presentazione locale dedicata al Salone, della Guida alle Birre d’Italia edita Slow Food, a cura dei curatori Luca Giaccone ed Eugenio Signoroni.

Per conoscere meglio le birre presenti, oltre alla dettagliata carta, il Salone propone 4 percorsi tematici, ad iscrizione obbligatoria entro la settimana antecedente la manifestazione, nelle 4 giornate in orario pre-serale. Il costo per poter partecipare è di 10 €, che comprende il bicchiere e 5 degustazioni in 5 birrifici differenti. L’obiettivo è quello di far conoscere alcune birre in ogni serata, attraverso il gusto e il racconto dei mastri birrai. Ogni gruppo di birre è selezionato in base ad un tema che guiderà la degustazione. Eccoli:

1. Pils is the new Ipa? Alla scoperta delle basse fermentazioni di C’è Fermento, per capire se davvero la pulizia e la semplicità delle lager sono la frontiera della birra artigianale italiana.

2. In hop we trust. Negli ultimi decenni il luppolo è stato uno dei temi più importanti, tra i birrifici craft di mezzo mondo. Ci faremo spiegare direttamente dai birrai perché questa materia prima è così amata.

3. La via delle spezie. Prima che Hildegard von Bingen promuovessero il luppolo come aromatizzante delle birre tardomedievali, erano le spezie ad arricchire le ricette. Una tradizione ancora viva?

4. Si fa presto a dire “scura”. La birra spesso è ordinata per dimensioni (piccola o media), quando va bene per colore. Ma sono semplificazioni molto sbagliate. Scopriremo tutte le sfumature dello scuro, con l’aiuto dei birrai.

I birrifici presenti.  Dal Piemonte: Troll, Kauss, Antagonisti, Baladin, Birrificio della Granda, Trunasse, Pausa Cafè, Birra Carrù, Canediguerra, Elvo, Beba, Croce di Malto, Birrificio Pinerolese. Dalla Liguria: Maltus Faber e Nadir. Dall’Emilia Romagna: Argo. Dall’Abruzzo: Birrificio Maiella. Dalla Toscana: Birrificio del ForteDal Veneto: Birrificio Mastino e dalla Puglia: Birranova.

Le cucine. Ape Scottadito (Marche) con le loro stuzzicanti olive ascolane e i famosi arrostici. Beestro (Emilia Romagna) con un imperdibile fritto di mare. Quelli della Bombetta (Puglia) con le inconfondibili bombette di carne e formaggio, un’esplosione di sapore. Bracevia, a tutta pecora (Abruzzo), con arrosticini e prodotti a base di carne pecora. Eredi Nigro (Toscana), con il lampredotto e altre specialità toscane. Stra Good (Piemonte), con le piadine ripiene di prodotti piemontesi. Consorzio Savienat (Piemonte), con il panino storico con l’oca. Sbaffalo (Piemonte), con le gustose specialità di buffala. Officina Antagonisti (Piemonte), con il loro gelato Fioca. Ristorante Antica locanda del Monviso (Piemonte), con crepes dolci e salate.

I cortili e gli spazi. Come ogni anno il cortile d’onore, ospiterà la radio di piazza Radio Beckwith con un’area media e relax e per la prima volta una piccola filiera della birra con aziende che trattano gas, lieviti, scatole e bottiglie. L’attenzione è rivolta anche al B2B, altro elemento che contraddistingue il Salone. Un Salone baby friendly: dopo il successo dello scorso anno, rinnovata la collaborazione con il Ludobus Altalena che sarà presente il sabato sera dalle ore 18 alle ore 23.30 in sala Tematica, per tutti i bambini dai 4 agli 11 anni.

E oltre al gusto, alla musica e alla bellezza, ci saranno momenti dedicati anche alla conoscenza di nuove idee e progetti, 2 in particolare. Sabato 23, intorno alle ore 19, sarà protagonista “Chicco” del Birrificio Antagonisti per presentare un progetto personale, la birra al pane. Domenica, sempre alle 19, da Torino il Birrificio Madama, ci racconterà un progetto che lega e unisce 4 birrifici della città della Mole.

Per info:

http://cefermento.fondazionebertoni.it

info@fondazionebertoni.it

Tel. 0175 43527 Cell. 346/9499587