START/Il tempo del sole a Saluzzo

Nel Comune di Saluzzo sono stati censiti 108 quadranti formanti un totale di 89 complessi gnomonici. Dei 108 quadranti censiti si tenga conto che 9, sono opere puramente decorative nate nel corso degli ultimi quindici anni. Si tratta di fatto di decorazioni che non hanno nulla di gnomonico se non la rappresentazione pittorica che simula un orologio solare.
Tra le opere di maggior interesse e su cui si dovrà prestare la più alta opera di recupero e sorveglianza, citiamo: il quadrante solare marmoreo, di tipo orizzontale, risalente al 1597 e conservato presso il Museo civico di “Casa Cavassa” è opera degna di attenzione per la sua rarità perché sul territorio della provincia di Cuneo non esistono altri reperti simili per epoca e qualità strumentale.
Nel chiostro del complesso monumentale di San Giovanni esiste un quadrante pittorico unico nel suo genere in Italia ma probabilmente al mondo, riportante, in abbinamento allo strumento, i venti dominanti sull’Antico Palazzo Comunale due strumenti notevoli: il grande quadrante ad ore Italiche alla mezzora e il sovrastante quadrante ad ore francesi con definizione ai cinque minuti. Un impianto che nella sua unicità diventerebbe, come per quelli appena descritti elemento di attrazione culturale non indifferente ma su cui si dovrà fare una coraggiosa operazione di recupero per rimediare ad interventi che ne hanno minato la conservazione.

 

PROGRAMMA del convegno

ANTICO PALAZZO COMUNALE – Salita la Castello 26 – SALUZZO
ore 14:00 iscrizione partecipanti
ore 14:30 inizio

saluti istituzionali
relazioni
ore 16:00 inizio visita guidata
ore 18:00 fine dei lavori

 

IL CENSIMENTO E LA RIVALUTAZIONE DEL PATRIMONIO GNOMONICO DEL COMUNE
Il piano di rivalutazione del patrimonio gnomonico del comune di Saluzzo vuole essere uno strumento anzitutto di tutela di opere che solitamente non sono considerate con la giusta attenzione ma che fanno parte di un bagaglio storico artistico ma soprattutto scientifico che ci invidia tutto il mondo. Il presente lavoro, abbinato al progetto “Saluzzo città storica e di paesaggio” pone le basi per la corretta tutela e conservazione di questi beni culturali e diventa strumento urbanistico a tutti gli effetti.
Quest’opera è strutturata essenzialmente in 2 parti: Elementi Generali di Gnomonica e Il patrimonio gnomonico del Comune.
La prima parte contiene alcune note di base sulla gnomonica, sulla sua storia e sui termini tecnici, ed è quanto può essere utile a coloro che si troveranno a dover lavorare secondo questo piano e per cui avranno bisogno di nozioni basilari per poter comprendere termini tecnici fondamentali.
La seconda parte è strettamente legata al territorio preso in esame, al censimento ed all’analisi del patrimonio gnomonico rilevato; comprende schede descrittive di ogni quadrante solare rilevato, una serie di tabelle analitiche relative al patrimonio, alcune note di chiusura, generali, relative alla tutela, alla promozione ed alla fruizione della “risorsa gnomonica”.
Ogni opera rilevata fotograficamente è stata schedata e referenziata, quindi analizzata dal punto di vista tecnico e storico artistico.
Da questa prima lettura sono emerse particolarità che rendono questo patrimonio ancora più prezioso (si rimanda alle singole schede l’approfondimento) rispetto ad esempio ad analoghi progetti eseguiti negli anni in altri comuni.
Grazie agli approfondimenti ed alle analisi comparative tra i diversi elementi che compongono il piano si è ottenuta una possibile classifica che permetterà all’amministrazione comunale di tutelare correttamente questi beni e volendo pianificarne un recupero puntuale e corretto. La conservazione del patrimonio deve necessariamente passare attraverso l’applicazione della legge regionale oltre che delle leggi di tutela in materia di beni culturali ma soprattutto deve passare dall’applicazione di norme di attuazione del piano regolatore che vincolino attentamente questi beni. Perdendo il patrimonio non si perde solo un bene prezioso ma parte della cultura di un popolo.
Non si sottovalutino queste righe, perché se a Saluzzo dal 1996 ad oggi sono stati distrutti o coperti dalle tinteggiature almeno 5 quadranti nel solo concentrico, senza contare il fatto che nelle cascine storiche, ove la diffusione dei quadranti solari era praticamente capillare, le trasformazioni, le tinteggiature o gli interventi di rifacimento degli intonaci hanno distrutto almeno il 70% del patrimonio storico, ogni giorno si contano demolizioni di opere d’arte, quindi non solo di quadranti solari, perché mancano adeguati strumenti di tutela e manca preparazione culturale da parte di chi possiede i beni o di chi opera su questi.

Nel settembre del 2001 è stato pubblicato per conto dell’ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) il primo Catalogo dei Quadranti Solari Italiani, intitolato “Le meridiane dei Comuni d’Italia”. I dati aggiornati in internet (http://quadrantisolari.uai.it) al 21-12-2012 rivelano una circostanza davvero sorprendente:
quadranti censiti in Italia: 16.021 unità
quadranti censiti in Piemonte: 5.276 unità pari al 33% del patrimonio gnomonico nazionale
quadranti censiti in Provincia di Cuneo: 1776 unità

In realtà ve ne sono molti altri oltre a questi ufficialmente catalogati, l’archivio di SOLARIA OPERE registra oltre 2300 segnalazioni per la prov. di Cuneo e si stima che, nonostante il diffuso degrado ed i sistematici smantellamenti perpetrati ancora in questi anni, il numero effettivo degli impianti possa ancora ampiamente superare le 3000 unità. Per questo motivo è anche necessario procedere a catalogazioni sistematiche come la presente, così da evitare una catalogazione di matrice hobbystica, facendole diventare strumento professionale di tutela.

 

 

FABIO GARNERO
nasce a Saluzzo (CN) nel 1969 dove vive e ha la sua base lavorativa come artigiano specializzato nel settore della gnomonica e della decorazione di pregio, è restauratore riconosciuto dal Mibact.
Nel 1988 si diploma presso l’Istituto Tecnico per Geometri “M. Eula” di Savigliano, quindi si iscrive alla Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, dove consegue la Laurea con indirizzo in Tutela e Recupero del Patrimonio Storico-Architettonico. Dal 1994 si occupa di catalogazione di quadranti solari e meridiane divenendo prima Coordinatore Provinciale del Censimento Nazionale U.A.I. e poi, fino al 2014 membro del Comitato Direttivo del Coordinamento Gnomonico Italiano. Nel novembre del 1998 pubblica, per i tipi della stamperia Basegrafica-uno di Cuneo, il volume “LE SOGLIE DELL’ARTE – Porte e portoni di Saluzzo”. Quest’opera, iniziata con la collaborazione del padre, Garnero Francesco (scultore e antiquario scomparso nel 1996), e di Lara Agarla (studentessa di Architettura), ricompone un repertorio di oltre 200 porte antiche del centro storico di Saluzzo, realizzate tra il XVI sec. e l’inizio del XX sec., una antologia fotografica in cui ogni immagine è corredata da una scheda descrittiva degli aspetti tecnici, stilistici e storici. Lo studio è integrato da una serie di interessanti capitoli, tra cui un panorama delle tipologie stilistiche, una ricerca sulla ferramenta da porta e la ricostruzione del catasto della città del 1772.
Nel 1999, crea la ditta “SOLARIA snc” che dall’ottobre del 2005 si trasforma in “SOLARIA OPERE s.a.s di Fabio Garnero & C.”, ditta  altamente specializzata nel restauro e nella fornitura di opere e di servizi gnomonici rigorosamente qualitativi e nella produzione e nel restauro di decorazioni e pitture murali. Nel 2006 pubblica con Elena Correggia e per i tipi de L’ARTISTICA EDIZIONI il volume “LE PAROLE DEL TEMPO”. Nel 2008 viene chiamato a partecipare ai lavori di stesura della Legge Regionale 239 per la “Tutela e valorizzazione dei quadranti solari” della Regione Piemonte. Nel 2010, in collaborazione con Fabio Savian, crea il “Sundial Atlas” primo atlante mondiale dei quadranti solari su piattaforma web.
Maggio 2018 lancia sul mercato “L’Orologiotto”, un orologio solare portatile in Kit di assemblaggio. La sua attività di creazione esclusiva e di restauro di quadranti solari lo porta ad occuparsi nella sua carriera di oltre 220 opere. Collabora attivamente con i docenti del Politecnico di Torino, prof. Mauro Luca De Bernardi e prof. Marco Roggero, nello studio e divulgazione della gnomonica con particolare attenzione alle Meridiane a Camera Oscura.